Chi sono

Clelia Sandri - PD del Trentino


Sono nata a Trento ed ho 45 anni. Sono sposata con Manuel ed ho tre figli. Vivo da sempre a San Michele all’Adige.

Raggiunta la maturità classica mi sono iscritta alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Trento ove mi sono laureata con una tesi in diritto degli enti locali nel 2002. Svolta la pratica forense in diritto amministrativo e in diritto civile nel 2006 ho superato l’esame di avvocato.

Da allora esercito la professione, prima come collaboratore e poi come titolare di studio a Trento e a San Michele all’Adige.

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Clelia Sandri PD del Trentino

La mia attività politica


Nel 2005 sono stata eletta consigliere comunale a San Michele all’Adige ove ho svolto l’attività di capogruppo di minoranza.
Nel 2010 sono stata eletta Sindaco alla guida di una lista civica venendo riconfermata alle elezioni del 2015 e del 2020 e, allo stato, sto svolgendo il terzo mandato.

Dal 2015 al 2018 sono stata rappresentante territoriale della Comunità di Valle Rotaliana – Königsberbg in seno al Consiglio delle Autonomie locali, svolgendo l’incarico di assessore. Dal 2016 al 2020 sono stata componente del consiglio di amministrazione del Consorzio dei Comuni Trentini. Nel 2019, su indicazione del Consorzio dei Comuni Trentini, sono stata nominata componente del consiglio di amministrazione di Trentino Digitale Spa, dove dal 2022 ed ancora oggi rivesto la carica di Vice Presidente.

Durante la mia lunga attività di Sindaco mi sono impegnata su svariate tematiche, con particolare attenzione, per citare le più importanti, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, al sociale, all’istruzione e ai servizi per le famiglie e per l’infanzia ed al risparmio energetico.
Da ultimo, una delle più grandi soddisfazioni, è di essere riuscita grazie ad anni di impegno a vedere completato l’iter per la realizzazione della nuova viabilità volta a ridurre il traffico che notoriamente attanaglia gli abitati di Grumo e San Michele all’Adige, la cui gara di appalto è stata bandita nell’agosto scorso e con lavori inizieranno entro il corrente anno.

Tutta l’esperienza da me maturata come Sindaco, le mie conoscenze professionali, nonché l’entusiasmo e la voglia di lavorare per il bene pubblico con una visione più ampia ma sempre a servizio delle istanze del territorio, le metto, quindi, ora a disposizione dei cittadini, a cui chiedo la fiducia.

Territori protagonisti


AUTONOMIA – SALVAGUARDIA DEI TERRITORI – POTENZIAMENTO DEL RUOLO DEI COMUNI

Il bene comune del Trentino è la sua autonomia che, prima di tutto, è l’espressione di tante comunità che autogovernandosi hanno permesso la crescita e lo sviluppo del territorio. Questo bene comune non va solo conservato come diritto ma va interpretato oggi come opportunità di uguaglianza sociale oltre che di crescita economica e culturale.
L’espressione prima dell’autogoverno è costituita dai comuni presidi dei territori e volani di crescita. Comuni che, soprattutto i piccoli e medi che sono la maggior parte in Trentino, versano sempre più in difficoltà nel far fronte a tutti gli adempimenti di loro competenza, soffrendo la sempre più pressante burocrazia ed una carenza di risorse di personale ed economiche.
La Provincia ha bisogno di una riforma che rafforzi il ruolo dei Comuni e il loro prezioso compito di gestione del territorio rendendoli protagonisti e dotandoli di risorse economiche e di personale adeguate ad affrontare i tempi che cambiano. Un ruolo importante, sia in termini di supporto ai comuni, sia nella gestione dei servizi, lo dovranno svolgere le Comunità di Valle le quali potrebbero permettere un decentramento provinciale rendendo i comuni che le compongono protagonisti delle scelte strategiche dei territori.

Per consentire una maggiore competitività ai Comuni è necessario garantire nelle valli i servizi essenziali (amministrativi, socio-assistenziali di prossimità e socio-educativi), investire ancor più sui servizi digitali creando una rete sempre più efficiente che favorisca la cd. transizione digitale (anche grazie alle consistenti risorse messe a disposizione dal PNRR) e migliorare il sistema di sicurezza, tramite sistemi di videosorveglianza altamente tecnologici dei territori.
Va reso più attrattivo il lavoro nella p.a. in modo da attirare giovani vogliosi di crescere. Va favorita l’organizzazione di concorsi unici che possono implementare la partecipazione e sgravare i piccoli comuni da tanti oneri burocratici.


CONVERSIONE ECOLOGICA

Oggi è fondamentale sostenere la transizione ecologia ed energetica favorendo un nuovo sentimento di condivisione collettiva che permetta a tutti di sentirsi parte integrante dell’ambiente e di viverlo come cosa propria. Dal punto di vista urbanistico va favorito il recupero dell’esistente e la salvaguardia del territorio.
In quest’ottica, è importante sostenere sia finanziariamente, sia supportandole amministrativamente, la nascita delle Comunità Energetiche Rinnovabili favorendo l’autoproduzione e l’autoconsumo e creando quindi luoghi virtuosi per combattere la povertà energetica.

E’ necessario favorire i processi di riduzione dei rifiuti e di riuso, prevedere regole omogenee sul territorio provinciale, implementare la tariffazione puntuale, prevedere forme di smaltimento del residuo che superino il ricorso alla discariche, verificando prima la possibilità di conferimento all’impianto regionale esistente e, se non possibile o sufficiente, ricorrere ad un impianto di valorizzazione energetica rispettoso della salute e dell’ambiente.

E’ importante implementare le misure che favoriscano la mobilità sostenibile, nonché porre particolare attenzione, risolvendolo, al traffico stradale in zone ancora particolarmente congestionate anche per valorizzarle e renderle più attrattive con opere riqualificanti e sostenibili. Un esempio particolarmente pregevole di riqualificazione urbana è il progetto in itinere sull’asta del Brennero a San Michele all’Adige, già all’attenzione della Provincia, ove, interrando la trafficatissima SS12, potrebbe trovare spazio un boulevard verde che valorizzerebbe gli abitati e il fiume su cui si affacciano.


SANITA’

La tutela della salute e l’organizzazione della sanità sono una componente essenziale del benessere di una Comunità. Sarà, pertanto, necessario rinsaldare la sanità pubblica arginando la deriva verso forme di sanità privata mediante la riduzione delle liste d’attesa, favorire la comunicazione tra ospedale e territorio attraverso percorsi clinici assistenziali e di continuità integrati che possano favorire la domiciliarità.

Realizzare nel capoluogo il Polo ospedaliero universitario pubblico ad elevata specializzazione per affrontare le patologie acute e complesse, integrandolo con la rete di Ospedali di valle per la gestione delle patologie croniche.
Organizzare le Case della Comunità per dare risposte di prossimità ai problemi della salute, comprese le non autosufficienze, l’anzianità e la disabilità, dotandole del personale necessario inserendovi la medicina di base e la specialistica ambulatoriale.
In tal senso andrà valorizzato anche il San Giovanni di Mezzolombardo quale fondamentale presidio sanitario di un vasto territorio che va dalla Rotaliana all’Altopiano della Paganella fino alla bassa Valle di Non.


PARI OPPORTUNITA’ – POLITICHE DI CONCILIAZIONE FAMIGLIA LAVORO

Senza una partecipazione paritaria di donne e uomini al mondo del lavoro, alla politica, nei ruoli di responsabilità e nel lavoro di cura, resterà inespressa una parte importante del capitale socio-economico del Trentino e pregiudicata la crescita di tutta la Comunità.
Sarà, quindi, necessario favorire il superamento delle discriminazioni e delle differenze salariali che limitano l’occupazione femminile, favorire la partecipazione nei vari ambiti di riferimento delle donne con assunzione di consapevolezza dell’importanza del loro apporto e ruolo.

E’ importante potenziare i servizi di conciliazione famiglia – lavoro rendendo universale il servizio dei nidi d’infanzia in un sistema integrato 0-6 che sappia rispettare le peculiarità educative delle fasce 0-3 e 3-6. E’ necessario dare risposte alle esigenze di conciliazione delle famiglie con soluzioni non improvvisate, che salvaguardino la funzionale educativa delle scuole d’infanzia, con una riorganizzazione del calendario condivisa e che si avvalga anche delle risorse del terzo settore.

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